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Carne coltivata: cos’è, caratteristiche e quanto costa

La carne coltivata, nota anche come carne sintetica e artificiale, è un prodotto di carne animale non prelevato dal corpo dello stesso.

Molti di voi si staranno domandando: come è possibile realizzare un simile tipo di carne identico a quello originale? In realtà, è frutto di lunghi esperimenti di laboratorio. Pertanto, essa si può definire anche carne in vitro. Ma come nasce esattamente tale prodotto alimentare?

Carne coltivata storia

Per poter comprendere al meglio cos’è la carne coltivata, bisogna partire dalla sua storia.

L’idea di poter realizzare quest’innovazione, risale più o meno alla fine degli anni ’70. In quel periodo infatti, il professore americano Russell Ross effettuò una coltivazione in vitro delle fibre muscolari. Dal suo esperimento si notò la presenza di un tessuto muscolare liscio, che derivava dai maiali e che cresceva attraverso la coltura cellulare.

Da quel momento, fu facile comprendere il fatto che si potesse effettuare una coltivazione in vitro con le cellule staminali degli animali. Così, verso la fine del XX secolo, diversi studiosi hanno pensato di mettere in pratica questa teoria, con lo scopo di rivoluzionare il settore alimentare.

Andando nello specifico, si apprese il fatto che il mix dato dalle cellule staminali animali e delle piccole porzioni di tessuto, avrebbero dato vita ad un alimento commestibile (chiaramente da cucinare). I pionieri di questo esperimento furono proprio alcuni esperti della NASA. Nei primi anni ‘2000, essi riuscirono a realizzare carne coltivata, utilizzando delle cellule di tacchino.

Ma non finisce qui. L’anno seguente, la NSR/Tuoro Applied BioScience Research Consortium sperimentò una cosa simile con il pesce rosso. Si decise di far crescere alcune sue cellule, che nel corso del tempo consentirono di realizzare dei veri e propri filetti di pesce. Incredibile, vero?

Carne coltivata come funziona

Ma come funziona la carne coltivata?

La risposta è molto semplice. Il tutto avviene in laboratorio e come vi abbiamo detto poco fa, si prendono alcune cellule staminali di origine animale.

Dal punto di vista tecnico, si fa partire il processo e in automatico si produce carne all’infinito, senza dover aggiungere ulteriori cellule. In condizioni ottimali, si prevede che due mesi di produzione di carne in vitro possano creare la bellezza di 50.000 tonnellate di carne, derivate da una decina di cellule muscolari di maiale.

Inoltre, la realizzazione della carne sintetica necessita di un conservante, che funge da barriera contro l’insorgenza di possibili batteri/lieviti.

Non molto dopo dall’esperimento della NSR/Tuoro Applied BioScience Research Consortium, si effettuarono diverse dimostrazioni.

Pensate che 2008 la PETA aveva messo in palio un premio pari ad un milione di dollari, destinato alla prima azienda che sarebbe riuscita a vendere entro il 2012 la carne di pollo coltivata. Di conseguenza, in quel periodo si creò una vera e propria competizione, che andava oltre alla semplice invenzione.

Così, lo stesso anno ci fu la prima conferenza internazionale dedicata alla carne coltivata, per opera di un gruppo di ricercatori. Soprannominati “In Vitro Meat Consortium”, hanno esposto in Norvegia (presso la “Food Research Institute”) tutti i vantaggi della carne artificiale e dei loro esperimenti a riguardo.

E non molto dopo, un gruppo di olandesi dichiarò di aver realizzato della carne pulita, utilizzando le cellule staminali di un maiale in vita. Questa notizia fece parlare moltissimo: persino il giornale Time scrisse che la carne sintetica sarebbe stata una delle idee più rivoluzionarie del nuovo secolo.

Carne coltivata dove comprare

A questo punto ci si chiede: dove comprare la carne coltivata?

Da una decina di anni, più di una trentina di laboratori si sono mobilitati per realizzare in proprio la carne coltivata.

Trovarla in commercio non è affatto semplice. Il motivo risiede nel fatto che ci sono diversi ostacoli da superare prima che quell’alimento risulti approvato. Questo perché risulta fondamentale accertarsi che le origini siano davvero provenienti da cellule staminali e non dalla carne degli animali stessi.

Senza contare il fatto che i costi della carne artificiale siano di gran lunga superiori alla classica carne. Sono pertanto di scarsa reperibilità, anche se nel frattempo è possibile scovare diverse aziende che vendono la cosiddetta “carne-non carne”.

Basti pensare a Beyond Meat, la quale produce della carne vegana. Essa contiene una serie di proteine di origine vegetale. Il sapore è davvero molto simile a quella originale, con la differenza che nella lista degli ingredienti troverete soltanto roba vegetale.

Prendiamo ad esempio un loro burger. Esso si presenta con la seguente lista di ingredienti: Proteine del pisello, olio di canola. Olio di cocco, acqua, estratto di lievito, maltodestrine, aroma naturale, gomma arabica, olio di girasole, sale. Acido succinico, acido acetico, amido modificato, fibra bamboo, meticellulosa, amido patata, estratto barbabietola. Acido ascorbico, estratto annato, acido citrico, glicerina vegetale.

Carne coltivata quanto costa

Secondo voi quanto costa la carne coltivata?

Per il momento, non c’è un vero e proprio listino prezzi.

Questo perché come vi abbiamo detto prima, non è ancora disponibile in commercio. Tuttavia, alcune aziende hanno già ipotizzato quanto potrebbe costare un prodotto a base di carne sintetica. Per esempio, la start up Future Meat ha stimato che tra meno di dieci anni, i suoi costi potrebbero risultare equivalenti a quelli del pollo.

Si ipotizza un costo di 6,40 euro ogni 100 grammi di finto petto di pollo. Ovviamente, sono tutte teorie che presto potrebbero essere confermate o del tutto smentite.

Allo stesso tempo, c’è da dire che è molto probabile che il prezzo della carne coltivata diminuisca.

Bisogna infatti tenere in conto che al momento è pur sempre una novità e proprio perché rara, costa. Ma quando ci sarà una rapida espansione del prodotto a livello commerciale, i prezzi diventeranno sicuramente molto più competitivi. Si farà dunque a gara per offrire la carne pulita a prezzi accessibili a tutte le tasche.

Carne coltivata pro e contro

In conclusione, quali sono i pro e i contro della carne coltivata?

Come possiamo ben immaginare, i lati positivi della carne artificiale sono numerosi.

Per prima cosa, bisogna tenere in conto il fatto che grazie a questa tecnica, sarà possibile porre fine allo sfruttamento animale. Chiaramente, pensare di azzardare tale sogno sin da subito è un’utopia. Ma se si dovesse introdurre questa nuova filosofia di vita, allora si andrà sempre di più ad un minor consumo di carne animale (tradizionale).

Sempre in merito ai pro della carne coltivata, è impossibile non citare il fattore ambiente. L’industria della carne vedrà un drastico calo, che inciderà in maniera notevole anche dal punto di vista climatico.

Anche per quanto riguarda l’aspetto economico, ci sarebbero dei cambiamenti, ma per alcuni vengono visti in maniera negativa.

L’altra faccia della medaglia infatti, riguarda una serie di ostacoli presenti sia in termini di costi che di mezzi di coltura. Come vi abbiamo detto in precedenza, la carne sintetica necessita di una serie di particolari procedure, al momento difficili da replicare.

Questo perché bisogna disporre di particolari strumenti e sostanze, che ne dovranno preservare la sua autenticità. Non si può per adesso pensare di mettere in commercio un qualcosa di poco sicuro o quantomeno fonte di funghi, batteri o virus.

Una cosa è certa. La scienza adibita alla produzione di carne coltivata sta facendo dei veri e propri passi da gigante. Il merito lo si deve principalmente all’ingegneria dei tessuti, un settore importantissimo della biotecnologia che consente di migliorare la vita umana da tanti punti di vista.

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linda

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