Vegan cosa significa e cosa mangiare

Vegan cosa significa e cosa mangiare

Perchè sono vegano?

La scelta di avvicinarsi alle ricette vegane  è dovuta in generale a motivi salutistici che prevalgono su tutto e varie  sono le considerazioni a riguardo non sempre entusiastiche.

A priori, i buongustai sono portati a temere che questa opzione possa costringerli a rinunciare all’appagamento del palato. Ma la realtà è un’altraperchè in queste diete si possono scoprire nuovi sapori e tanti piatti dawero molto gustosi.

Un’altra obiezione è che possa sottrarre energie agli interessati, come spesso accade in gran parte degli altri regimi alimentari.

Ma non è cosi. Infatti l’offerta vegetale annovera anche numerosi prodotti ad alto contenuto energetico. Quindi non esiste alcun disagio ma nuovi sapori, tanto gusto e apporto energetico adeguato sono a disposizione di quelli che si rivolgono alle ricette dell’indirizzo vegano.

In più, per chi ne ha bisogno, rappresenta un’ottima e facile soluzione per perdere peso senza sacrifici,semplicemente perchè si tratta di una regola alternativa e non restrittiva.

Chi ama la natura, e questo è un sentimento pressoché universale, non può accettare le costrizioni, le violenze e perfino le torture che vengono inflitte agli animali con il pretesto che sono necessarie per il cibo all’uomo. Lo stile di vita vegano insegna come evitare queste ingiustizie che sfociano in una intollerabile mattanza senza fine.

Vegan è salutare ed etico

Sono sempre più numerose le persone che compiono scelte alimeritari più consapevoli, derivanti da decisioni ben precise sul piano etico o salutistico. Parliamo della scelta di un’alimentazione basata totalmente sui vegetali, quella vegana, che non solo esclude carne, pesce, uova, ma anche qualsiasi derivato animale, come il latte, il formaggio e perfino il miele. I vegani evitano di indossare abiti in pelle, lana, Seta, pelliccia, piuma, gioielli con perle e non usanospugne, saponi, cosmetici e prodotti testati sugli animali.

Alla base di un’ottica biocentrica, owero che poneal centro di tutto la vita e non l’uomo, vi sono motivazioni animaliste, ambientali, umanitarie e salutistiche. Infa tti, oltre a non voler uccidere o far soffrire alcun animale, chi compie una scelta di questo genere non tollera nemmeno che questi vengano sfruttati o tenuti in cattività (come accade negli allevamenti).

Non solo. Una dieta di tipo vegano contribuisce a un minor consumo di energia, di acqua e di sostanze inquinanti, perciò se tutti si nutrissero in questo modo si eliminerebbe una buona parte del problema della fame nel mondo. La terra necessariaper nutrire una sola persona che consuma carne,

infatti, è suff iciente per sfamarne 20 vegane. Vi sono poi ragioni salutistiche importanti, per cuiun’alimentazione priva di derivati animali sia più sana e aiuti a prevenire molte malattie gravi comeI’obesità, il diabete, I’ipertensione e le patologie cardiovascolari. La letteratura in materia è va sta e Ie ricerche più importanti arrivano tutte da oltreoceano.

Vegan studi scientifici

Qui ci limiteremo a una breve carrellata, riportandogli studi principali. A partire dalla pubblicazione dell’American Dietetic Association, la principale organizzazione dei professionisti dell’alimentazione e della nutrizione degli Stati Uniti e la piil grande almondo, che nel 2009 ha editato un documento a cura di Winston Craig, professore e presidente delDipartimento di nutrizione e benessere della

Andrews University e consulente nutrizionale del Vegetarian Resource Group di Baltimora, che rappresenta Ia posizione ufficiale dell’associazione sulle diete vegetariane.

La conclusione dello studio è che, se ben bilanciata e pianificata, un’alimentazione di questo tipo è salutare per adulti, donne in gravidanza, neonati, bambini e adolescenti, e contiene tutti I nutrienti di cui I’organismo necessita. Ma c’è di più. Può aiuta re a prevenire e curare malattie croniche come le cardiopatie, il cancro, I’obesità e il diabete.

L’articolo esamina i dati attuali relativi ai nutrienti chiave dei vegani, comprese le proteine, gli omega 3, gli acidi grassi, il ferro, Io zinco, Io iodio, il calcio ele vitamine D e B12, dimostrando che una dieta vegana è in grado di soddisfare le esigenze di tuttiquesti componenti e che in alcuni casi integratori ocibi fortificati possono essere usati per ottenere il giusto apporto quotidiano.

Il testo si sofferma sulle differenti diete commisurate alle diverse età e, soprattutto, spiega in che modo questo tipo di alimentazione possa rivelarsi utile sia nella prevenzione che nel trattamento delle malattie croniche, per esempio, I livelli ematici di colesterolo di chi segue una dieta senza carne e pesce, C onsumando con moderazione formaggi e uova, sono più bassirispetto a quelli di chi sceglie un’alimentazione ‘onnivora’. Inoltre, I primi sono meno esposti alle malattie cardiache, hanno minori livelli di pressio : sanguigna e una possibilità maggiore di ridurre il rischio di ipertensione e di diabete. un maxistudio coordinato da Sabine Rohrmann de w università di Zurigo su quasi mezzo milione di individui di 23 paesi, rivela che il consumo di carne, specie se molto lavorata come quella di hamburger, salsicce, wurstel o Ia carne in scatola, aumenta il rischio di morte prematura. Nelle carte si sottolinea che ogni anno il 3% dei decessi prematuri potrebbe essere prevenuto se Ie persone mangiassero menocarne. pubblicata sulla rivista BMC Medicine, la ricerca è parte dello studio europeo EPIC (European prospective Investigation into Cancer and Nutrition)che comprende anche una sezione italiana,
EPIC-Italia in cui sono stati coinvolti 5 centri (Firenze, Varese, Torino, Napoli e Ragusa) che hanno arruolato, tra il1993 e il 1998, 47. 749 volontari (15. 171 uomini e 32. 578 donne),

L’obiettivo principale di questo studio di grandi dimensioni è quello di comprendere il ruolo della dieta e dello stile di vita (fumo, sovrappeso e obesità, sedentarietà) nella genesi di malattie comeI tumori. Gli autori hanno stimato che ogni anno il 3% dei decessi prematuri potrebbe essere

Prevenuto se le persone mangiassero in media giornole Carni rosse lavorate sono entrate di recente anche nel mirino dell’oms (organizzazione e cotti, salami e wurstel, pancetta e guanciale, tuttinel”gruppo 1″delle sostanze”sicuramente cancerogene”. Non solo. Tutte le carni rosse- manzo, vitello, maiale, cavallo, ovini e caprini-sonoper gli studiosi dell’Oms”probabilmente ca ncerogene”.

L’agenzia delle Nazioni Unite per la sanità concludespiegando di avere”un gruppo permanente di esperti che valutano regolarmente I legami tra dietae malattie. All’inizio del prossimo anno questi esperti si incontreranno per iniziare a studiare le implicazioni per la salute pubblica delle ultime ricerche sulle carni rosse e sulle carni lavorate nel contesto di una dieta equilibrata”.

Uno studio dell‘Università di Oxford afferma addirittura che il rischio di morte o di ospedalizzazione per una patologia cardiaca è pilt basso del 32% tra I vegetariani e I vegani rispetto alle persone che mangiano carne e pesce. La ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Nutrition suggerisce che le diete vegetariana e vegana possono significativamente ridurre il pericolo di subire un attacco cardiaco o di ammalarsi di
patologie al cuore.

“La maggior parte dei benefici della dieta vegetariana e vegana sulla salute è causata dagli effetti sul colesterolo e sulla pressione sanguigna” ha spiegato Francesca Crowe, autrice dello studio.L’indagine ha coinvolto oltre 45 mila volontari.

Alimentazione vegona nei bambini

La Evidence Based Medicine ha stabilito che I’alimentazione lattoovo-vegetariana e vegana è possibile anche nei bambini e se ben pianificata può essere uno strumento utile per evitare patologie importanti.

L’eccesso di sale della dieta, il consumo di grassi animali e di zuccheri raffinati sono implicati inoltre in patologie come I’osteoporosi e malattie neuro-degenerative e ci sono sempre piil indizi rivolti all’alimentazione vegetariana e vegana come fattore di prevenzione.

Contrariamente al passato, dove questi stili alimentari generavanodubbi e perplessità nel pediatra, oggi possono essere accolti favorevolmente. La Società scientifica di nutrizione vegetariana (ssnv) ha recentemente diffuso un opuscolo per educare I pediatri stessi sulla nutrizione a base vegetale. Uno scritto ben fatto, del quale riporteremo alcune riflessioni nel corso di questo libro.

In Italia dal 1975 al centro di auxologia della Clinica pediatrica dell’Università di Torino il professor Luciano Proietti promuove e studia Io svezzamento vegetariano di tipo tacto-ovo-vegetanano, tacto-vegetariano e vegano.

Studiando oltre 2000 casi si è notato che la crescita del bambino vegetariano o vegano è paragonabile a quella di uno alimentato con uno svezzamento classico completo di carne e pesce.

Nessuna carenza nutrizionale o deficit di crescita. Anzi, I piccoli mostrano una prevalenza di massa magra e una minore incidenza di malattie. A Verona, invece, si trova l’unico ambulatorio pubblico

italiano per famiglie vegetariane, che consiglia e supporta I genitori che scelgono questa strada, seguendo la crescita dei loro bambini.

L’équipe medica è formata da Leonardo pinelli, pediatra e direttoredel centro, e da Ilaria Fasan, dietista. In un anno circa di attività I due medici hanno seguito 100 bambini fra facto-ovo-vegetariani, tacto-vegetariani e vegani.

Nei primi due casi non sono stati riscontrati problemi di alcuna natura, mentre nei vegani è emersa una mancanza di vitamina 812, risolta integrando la dieta con alimenti rinforzati.

Testo tratto dal libro di Emanuela Sacconago