TBHQ o E319, antiossidante che rallenta il processo di ossidazione degli oli vegetali

TBHQ o E319, antiossidante che rallenta il processo di ossidazione degli oli vegetali

Tenete a mente questa sigla, E319.
La ricerca di oggi è dei colleghi d’oltre Oceano, che hanno osservato un abbassamento delle difese immunitarie negli animali di laboratorio, esposti a questa sostanza, il tBHQ (terz-butil-idrochinone), per gli amici E319. 
Questa sostanza è un antiossidante, usato nell’industria alimentare (oh sempre lei), per rallentare il processo di ossidazione degli oli vegetali. 
Avete presente quei crackers, patatine, prodottini da forno, con soli oli vegetali? 
Quelli di cui abbiamo parlato spesso, che vengono prodotti senza oli di palma che fa male per carità, e con solo olio vegetale, che se lo fate voi a casa, dopo due giorni fuori dal frigo irrancidisce, mentre i prodotti industriali hanno scadenze lunghissime. 
Come è possibile una durata così lunga? 
Lo abbiamo già detto, utilizzando prodotti non piu vitali, di scarso o nessuno interesse per batteri e muffe (e quindi anche per i vostri batteri buoni), e addizionati con sostanze che ne inibiscono l’interazione con aria e luce. 
E parlavamo (ecco che mi scatta il plurale maiestatis…) di quanto questo renda la nostra alimentazione “bloccante” perchè cosi non ingeriamo nutrienti, ma inibitori dei nostri processi enzimatici. Not good.

Danni al sistema immunitario

Tornando alla ricerca, l’E319, antiossidante, è stato messo in relazione con blocco di un meccanismo di poca importanza, che si in effetti vale la pena di barattare con un craker: il nostro sistema immunitario. 
La molecola sembra infatti rallentare i linfociti T, per cui gli animali esposti a cibo contenente questa molecola si amalavano piu facilmente di influenza, e rispondevano meno prontamente anche al vaccino antinfluenzale. Ma questa carenza immunitaria, è probabile anche verso attacchi di virus e batteri piu aggressivi.
Questa è l’ennesima conferma a quello che possiamo osservare con i nostri occhi, il cibo processato ci sta rendendo sempre piu stanchi, malati, spenti. 
Davvero vogliamo questo? 
E inibire il sistema immunitario significa anche con molta probabilità, inibire l’azione degli oncosoppressori, quel preziosissimo controllo delle cellule mutate; si perchè, la formazione di cellule mutate, che poi diverranno cancerose, non è cosa degli ultimi tempi, non è una piaga caduta dal cielo perchè “tanto è tutto inquinato”, ma un evento naturale per il quale, fino a che non abbiamo stravolto il nostro stile di vita, avevamo delle difese che spesso ci salvanano la vita (altre volte, piu rare, no). 
Mille volte al giorno si formano cellule non efficienti, mille volte, in un individuo sano, vengono individuate e mandate a morte cellulare. 
Se. 
Se l’individuo ha gli strumenti. 
Ma se iniziano a mancare componenti fondamentale per il funzionamento dei metabolismi, se i segnali, che mando al DNA sono segnali alterati, beh, qualcosa si inceppa.
Ad esempio le famose crucifere,mandano segnali postivi che modulano l’espressione dei geni oncosoppressori. Molti cibi industriali li silenziano. 
Le mele, interagiscono con le cellule immunitarie, modulando la risposta,evitando “eccessi” negativi. 
E i crakers? Le patatine? Le caramelline? Che segnali mandano?
Voi che dite?
Nessuno può dirci quando e se ci ammaleremo, ma mangiando prodotti poveri, che nemmeno le muffe vogliono banchettarci, e zeppi di inibitori delle nostre difese, non sarà piu questione di SE ma solo questione di QUANDO.
Mangiare bene, non solo ci rende liberi dalle dipendenze da cibo, ci rende piu energici, contenti, soddisfatti, ma c’è il caso che ci salvi la pellaccia. 
Che si fa?

Post Facebook della Biologa Nutrizionista Manuela Navacci