Strufoli di carnevale , Ricetta  Umbra

Strufoli di carnevale , Ricetta Umbra

Gli Strufoli di Carnevale sono una ricetta tipica dell’Umbria. In particolare si preparano a Perugia nel periodo di Carnevale.
La ricetta è facilissima e basteranno pochi passaggi per avere un dolce tipico made home.

Strufoli di carnevale ricetta

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio e il burro, unire limone e farina e poi piano piano i liquori, per ultimo mettere il lievito.
Impastare (io ho usato l’impastatrice) per almeno 15 minuti.
Lasciare riposare l’impasto dentro una ciotola per almeno un’ora a temperatura ambiente coperto con la pellicola da cucina.
Scaldare l’olio ad una temperatura che non deve bollire, altrimenti brucerebbe gli struffoli senza cuocerli.
Prendere una bella cucchiaiata di impasto e versarlo nell’olio.
Mettere nella padella 4-5 cucchiaiate di impasto, muovendo la padella friggete gli struffoli.
Gli struffoli devono sbattere tra di loro perché così facendo si apriranno e formeranno delle crepe, naturalmente bisogna girarli per farli cuocere da entrambe le parti, sono cotti dopo circa 10 minuti.
Una volta raffreddati cospargerli di miele.
Buon appetito

Strufoli di carnevale Ingredienti

4 uova
1 cucchiaio di zucchero per
2 cucchiai di burro
2 cucchiai di olio d’oliva
1 limone grattugiato
4 cucchiai di grappa
2 cucchiai di mistrà
2 cucchiai di rum
1 bustina di lieviti per dolci
Olio per friggere
Miele

400 g di farina 00

Donatella scrive in merito:
Nella mia regione ed in particolar modo a Perugia e zone limitrofe, comuni annessi, gli struffoli (con due ‘s’ NON esistono), quelli sono campani, molto simili alla cicerchiata umbra.
Gli strufoli, cui si allude, sono precisamente un dolce di pasta fritta dalla dimensioni generose, simile ad una castagnola, ma generalmente più grande ed irregolare.
Le ricette variano da casa a casa, anticamente si tramandavano oralmente.
Generalmente si parlava di ‘cucchiai’, con farina pari al doppio delle dosi rispetto a uova, zucchero. Niente burro, aromi pochi liquori, perlopiù rum e mistrà (che non tutti amano) e anticamente niente lievito chimico, aggiunto dopo.
Il mio appunto è precipuamente sul nome dato al dolce, chiamasi solo ed unicamente ‘strufoli’, ripeto: con una sola s, gli altri sono campani.

Mi premeva sottolineare questo importante distinguo in quanto in rete trovasi molte ricette, non di autori/trici della mia regione che purtroppo confondono, in buona fede, tale nome con quello dei famosi dolcetti fritti di Natale, tipici di Napoli e dintorni.
Tuttavia in Umbria, simili agli struffoli (2 s) vi sono la c.d. cicerchiata, altra ricetta tipica del carnevale.
Sono piccole palline di frolla morbida fritte in olio, poi irrorate di miele aromattizato, ma non decorate, solitamente accompagnate da cannella o altre spezie.
Gli strufoli, torando al tema della mia email, vengono irrorati di una tipica salsa aromatica al miele, generalemente di acacia o millefiori e buccia di arancia. Oppure, ancora più frequentemente, bagnati con una miscela liquorosa di acqua e alchermes rosso al profumo di cannella, polverizzati poi con lieve zucchero a velo o zucchero semolato.
Restano intermanente molto consistenti, a pasta mediamente dura, non troppo soffice. Il segreto di questi dolci, e la loro difficoltà, consiste nel fare in modo che, data la loro consistenza interna, non arrivino ad assorbire troppo olio in frittura, cosa che li renderebbe effettivamente pesanti e non ottimali al gusto. Sono molto diversi dalle castagnole, anche in questo caso, le dimensioni, ripeto, sono piuttosto generose e la forma molto irregolare.

TORTELLI MILANESI DI CARNEVALE