Cucina Giapponese: proprietà delle alghe Kombu ad alto contenuto di Iodio

Cucina Giapponese: proprietà delle alghe Kombu ad alto contenuto di Iodio

Per gli appassionati di cucina orientale, oggi diamo un’occhiata a un alimento da secoli fondamentale nella dieta del Giappone: le alghe. Gli amanti del sushi le avranno già provate, ma forse non conoscono le tante benefiche proprietà di questi vegetali. Sono una buona fonte di fibre, sali minerali, omega 3 e vitamine del gruppo B e C. 

La caratteristica più particolare è l’alto contenuto di iodio, importantissimo per il corretto funzionamento della tiroide. La quantità di iodio in queste piante però può essere talmente alta che bisogna consumarle con moderazione, non più di 2-3 volte a settimana. L’alga kombu, ad esempio, contiene 170 mg di iodio per 100 g di prodotto essiccato e il fabbisogno giornaliero di iodio è di 150 mg (più elevato nelle donne in gravidanza, in cui raggiunge i 220-290 mg/die). Fa eccezione la più comune varietà nori, l’alga tipicamente usata per avvolgere riso, verdure e pesce e che può essere consumata giornalmente.

Ne esistono diverse qualità che differiscono anche nel sapore, da quello molto intenso dell’hijiki a quello insolito della dulse, che cresce vicino agli scogli e ne “trattiene” il gusto. Dal sapore più delicato e molto più versatile in cucina è l’alga wakame. È la più ricca di proteine e contiene tutti gli amminoacidi essenziali.

Ultima condirazione per la B12. Le alghe non sono una fonte affidabile di questa vitamina pertanto chi segue un’alimentazione vegana dovrà cercare altre forme di integrazione .

Post Facebook della dottoressa Nutrizionista Rita Rotoli