Mozzarella, formaggio grasso: i pro e i contro

Mozzarella, formaggio grasso: i pro e i contro

Sapete riconoscere un formaggio magro da un formaggio grasso? Quali criteri si seguno per distinguere i formaggi?

In generale i formaggi sono ricchi di proteine, apportano vitamine del gruppo A e del gruppo B e sono fonti di calcio, fosforo, zinco e potassio. Viste le loro caratteristiche e proprietà anche i formaggi sono un alimento molto importante per chi vuole seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. Qualsiasi formaggio però, ha un elevato apporto calorico dovuto alla presenza di grassi animali.

Volendo distinguere i formaggi in base al livello di grassi presenti al loro interno si possono individuare tre differenti categorie: grassi, semigrassi e magri. Questa classificazione è riconosciuta anche a livello normativo dalla l. n. 396 del 2 febbraio 1939, poi sostituita da una successiva legge comunitaria del 1992, che ha introdotto una nuova classificazione.

E’ bene precisare che le normative indicate, per definire un formaggio come magro o grasso, prendono come riferimento l’alimento nella sua sostanza secca, cioè privo di qualsiasi sostanza acquosa. Inoltre, i formaggi freschi, più ricchi di acqua rispetto a quelli a stagionati sono però più poveri di sostanza nutrienti.

Secondo questo riferimento, la mozzarella, quando viene privata del suo liquido, é un formaggio medio-grasso come la caciotta, il provolone o la scamorza.

La mozzarella è un tipico formaggio a pasta filata e molle, destinata al consumo immediato. Dal punto di vista nutrizionale il consumo di mozzarella, è particolarmente consigliato anche nelle stagioni calde, poichè su 100 grammi di prodotto il 59% è costituito da acqua, il 19% di proteine e il 19% di grassi.

Nella “famiglia” delle mozzarelle quella meno grassa è quella prodotto con latte vaccino, più grasse e quindi più caloriche sono la burrata e la mozzarella di bufala.

Nonostante la sua classificazione come formaggio medio-grasso, il colesterolo presente all’interno delle mozzarelle non è eccessivo. La presenza di calcio e fosforo rende la mozzarella adatta a diete ipocaloriche, iposodiche e contro l’ipercolesterolemia. Ad ogni modo, il consiglio più frequente è sempre quello di non esagerare nelle porzioni e nelle frequenze di consumo.