Lombardia, ricette di Natale

Lombardia, ricette di Natale

Natale, ricette della Lombardia. Cosa si cucina a Milano?

Dalla regione che ha portato alla ribalta il panettone, dolce natalizio per antonomasia arrivano anche altre ricette, eccone alcune.

Apre il pranzo tradizionale il consumè di cappone in gelatina.

Tra i primi si trovano i tortellini in brodo e i casoncelli, una particolare pasta ripiena a forma di mezza luna farcita con carne, grana padano grattugiato ed erbe aromatiche.

Il condimento è altrettanto gustoso ed è preparato con grana padano grattugiato, burro, pancetta e salvia. Ne esistono numerose varianti, sia per il ripieno sia per la forma. A seconda della zona geografica: casoncelli alla bergamasca, casoncelli alla bresciana e  casoncelli della Val Camonica.

Un secondo piatto tipico della tradizione natalizia è il cappone ripieno con  trito di uova, grana e mortadella accompagnato da mostarda di Cremona. In alcune ricette il cappone viene lessato avvolto in un telo di cotone.

La mostarda di Cremona dal tipico sapore piccantino, accompagna per tradizione il cappone, ed è un classico tra le mostarde. Si prepara partendo da strati di frutta e zucchero posti in un recipiente e dopo averli fatti riposare per 24 ore vengono cotti per 5 minuti.

Questa operazione deve essere ripetuta per due volte e poi è possibile invasare la mostarda.

Immancabile è il Panettone (panaton o panatton in lombardo) ormai largamente diffuso in tutta Italia.

Dal 2005, infatti, è tutelato da un disciplinare che ne indica ingredienti e modalità di preparazione.

Per trovare le origine di questo dolce natalizio è possibile fare riferimento a due storie.

La prima ha come protagonista il falconiere Messer Ughetto degli Atellani che, innamorato della figlia del fornaio, si fece assumere dal padre come garzone. Per incrementare le vendite inventò un dolce con farina, uova, burro, uvetta sultanina e miele. Il dolce inventato dall’apprendista garzone ebbe un notevole successo e dopo qualche tempo i due giovani innamorati si sposarono.

La seconda storia, invece, ha come protagonista il cuoco alle dipendenze di Ludovico il Moro, il quale era stato incaricato di preparare un pranzo di Natale coi fiocchi.

Dopo aver dimenticato il primo dolce in forno, il giovane sguattero Toni propose di servire il dolce che aveva preparato con i soli ingredienti presenti in dispensa (farina, burro, scorza di cedro, uvetta e uova).

Il dolce conquistò tutti i commensali è quando il duca chiese il nome del dolce il cuoco rivelò il segreto: era il ‘pan del Toni’, da lì poi conosciuto come ‘pane di Toni’ e panettone.

RICETTE PIEMONTESI DI NATALE