Frittura non fa male ma può essere benefica: parola di nutrizionista

Frittura non fa male ma può essere benefica: parola di nutrizionista

La frittura é così dannosa per il nostro organismo? 
No, in assenza di stati patologici (come malattie epatiche o pancreatiche). 
Anzi, una frittura una o due volte a settimana, se preparata con le giuste modalità, è benefica in quanto :
congela le proprietà nutrizionali dell’alimento, rendendolo il più possibile simile all’alimento crudo;
stimola il fegato nella sua azione colagoga, cioé di sintesi degli acidi biliari attraverso cui liberiamo le sostanze grasse, stimolando dunque il metabolismo e la detossificazione dell’organismo;
– riduce il carico glicemico degli alimenti, cioè la capacità di rilasciare gli zuccheri nel sangue.

Insomma, é consigliata nella nostra dieta. 

Quali sono le regole da seguire per preparare una buona frittura?
La temperatura deve essere mantenuta costante e sotto i 180 gradi in modo da evitare la formazione dell’acreolina, sostanza pericolosa ed irritante per le nostre mucose. Tale sostanza si forma quando l’olio inizia a fumare e si scurisce emettendo un odore acre, pungente. Qualora succedesse andrebbe gettato o cambiato. Occorre utilizzare degli oli con punto di fumo alti (olio di oliva o di semi di arachidi). 
Scolare ed asciugare l’alimento fritto con carta assorbente, meglio ancora carta paglia. 
Consiglio infine il wok per friggere e di salare solo al momento del consumo, per rendere il fritto più croccante.

Post Facebook della nutrizionista Paola Meo