Cibi e scadenza: consigli per il consumo

Ogni anno le famiglie spendono tantissimi soldi in alimenti che acquistano e non consumano perché è stata raggiunta o superata la data di scadenza.
Sui prodotti siamo soliti leggere “da consumare entro il”, ma in che modo ci si deve rapportare alla data di scadenza?
Alcuni cibi sono più deperibili di altri, e quindi devono essere consumati entro la data di scadenza, come i molluschi, i crostacei e la carne fresca. Quest’ultima può però essere cotta e congelata, per poi essere consumata successivamente. La ricotta, invece, non essendo un cibo a lunga conservazione, deve essere mangiata non oltre un giorno dalla data di scadenza.
I latticini in scadenza possono essere utilizzati nella preparazione di ricette, a patto che vengano cotti e l’aspetto e l’odore non rivelino uno stato di alterazione.
Lo yogurt può essere consumato anche 3-4 giorni dopo essere scaduto, tenendo però presente che i fermenti lattici iniziano a ridursi.
La pasta, essendo un prodotto a lunga conservazione, può essere utilizzata anche qualche mese dopo la data di scadenza. Stesso discorso per le bibite e i biscotti secchi, quest’ultimi però tendono a perdere la fragranza.
Per le uova meglio non superare i tre giorni dalla data di scadenza.
Se il pesce è surgelato e conservato correttamente, può essere consumato due mesi oltre la data di scadenza all’origine.
Il latte fresco, invece, necessariamente entro la data di scadenza.